Password aziendali: le regole che servono e quelle superate

Maiuscola, numero, simbolo e cambio ogni tre mesi: molte regole ancora in uso producono soltanto post-it e varianti prevedibili. Cosa dicono oggi le linee guida, come si introduce un password manager e cosa fare con le credenziali condivise.

Le regole che conosci producono post-it

Almeno una maiuscola, un numero e un simbolo. Cambio obbligatorio ogni tre mesi. Mai uguale alle ultime cinque. Sono regole ancora diffuse, e ottengono quasi sempre lo stesso risultato: Primavera#2025 diventa Estate#2025, poi Autunno#2025, e la versione in uso finisce su un foglietto attaccato al monitor dell'amministrazione.

Le linee guida sull'identità digitale del NIST, l'istituto statunitense per gli standard tecnologici (pubblicazione SP 800-63B, "Digital Identity Guidelines"), sono un riferimento citato ben oltre gli Stati Uniti, e su diversi punti vanno nella direzione opposta. Privilegiano la lunghezza rispetto alla complessità, sconsigliano le regole di composizione obbligatorie e il cambio periodico forzato senza motivo. Chiedono invece di cambiare la password quando c'è evidenza che sia stata compromessa, e di confrontare quelle nuove con elenchi di password già trapelate o troppo comuni.

Regola di una volta, cosa si fa oggi

Regola di una voltaCosa si fa oggi
Maiuscola, numero e simbolo obbligatoriPassword lunghe, anche frasi di più parole, senza schemi di composizione imposti
Cambio forzato ogni pochi mesiCambio quando c'è un sospetto o una prova di compromissione
Nessun controllo sulle password scelteConfronto con gli elenchi di password trapelate o troppo comuni
Vietato incollare la password nel campo di accessoIncolla consentito, così il password manager può fare il suo lavoro
Domande di sicurezza, come il nome del primo animaleRecupero dell'accesso verificato, con un secondo fattore
Foglio Excel con le credenziali condiviseCassaforte condivisa nel password manager, con permessi per reparto
Password come unica protezionePassword più MFA sugli accessi che contano

Lunga batte complicata

Una password è difficile da indovinare se è lunga e imprevedibile, non se ha un cancelletto sempre nello stesso punto. Una passphrase, cioè una frase di più parole slegate tra loro, è più lunga di qualsiasi password "complessa" e si ricorda meglio. È la scelta giusta per le poche password che vanno tenute a memoria: quella del computer e quella del password manager. Non funziona se le parole sono una citazione famosa, il nome dell'azienda o la squadra del cuore.

Il password manager aziendale, e come si introduce

Nessuno ricorda decine di password lunghe e diverse: senza uno strumento, le persone le riusano o le scrivono. Il password manager le genera, le conserva cifrate e le compila al posto tuo. Ha anche un effetto collaterale utile: associa ogni password al sito giusto, e non la propone su una pagina falsa con un indirizzo diverso.

  1. Scegli una soluzione aziendale, non le estensioni personali di ciascuno: l'azienda deve poter gestire utenti, gruppi e uscite.
  2. Proteggi l'accesso al password manager con una passphrase e l'MFA: è la chiave di tutte le altre.
  3. Parti dalle credenziali condivise: il portale della banca usato dall'amministrazione, il sito del corriere usato dal magazzino, i pannelli dei fornitori. Escono dal foglio Excel ed entrano in una cassaforte condivisa per reparto, visibile solo a chi ne ha bisogno.
  4. Accompagna le persone: mezz'ora di introduzione e qualcuno a cui chiedere nelle prime settimane valgono più di una circolare.
  5. Elimina il foglio vecchio, con le sue copie nella posta e nelle cartelle condivise, quando la migrazione è finita.

Riuso, account di servizio, password di fabbrica

  • Mai riusare la password aziendale altrove. Quando un sito di acquisti online o un forum subisce una violazione, gli attaccanti provano le stesse coppie di email e password su Microsoft 365 e sulle VPN aziendali. La password del lavoro serve solo al lavoro.
  • Credenziali condivise e account di servizio. L'utenza "magazzino" usata da quattro persone e l'account con cui il gestionale esegue il backup non hanno un proprietario naturale, e per questo restano uguali per anni. Ognuno va intestato a un responsabile, conservato nel password manager e cambiato quando chi lo conosce cambia ruolo.
  • Password di default. Stampanti, router, telecamere e centralini escono di fabbrica con credenziali note, scritte nei manuali che chiunque può scaricare. Vanno cambiate all'installazione, e verificate sui dispositivi che sono già in rete da tempo.

Quando una persona esce

Il giorno in cui un collega lascia l'azienda si disattiva il suo account, ma spesso si dimentica quello che conosceva: le credenziali condivise del reparto, gli account di servizio, i pannelli dei fornitori. Con un password manager si sa a quali casseforti aveva accesso, e quindi quali password cambiare. La procedura completa è nella guida su ingressi, cambi di ruolo e uscite.

La password è solo il primo livello

Anche la password migliore può essere rubata con una pagina falsa o da un computer infetto. Per questo sugli accessi che contano (posta, accesso remoto, account amministrativi) va affiancata da un secondo fattore: come sceglierlo e da dove cominciare è spiegato nella guida sull'autenticazione a più fattori. E poiché uno dei modi più comuni per rubare una password resta l'inganno, vale la pena leggere anche come si riduce il phishing.

In sintesi

Le regole più diffuse, composizione obbligatoria e cambio ogni pochi mesi, sono superate: oggi contano lunghezza, password mai riusate e un cambio solo quando c'è un motivo. Un password manager aziendale rende tutto questo sostenibile e sostituisce il foglio Excel delle credenziali condivise, mentre l'MFA protegge quando la password finisce comunque nelle mani sbagliate.

Domande frequenti

Bisogna cambiare la password aziendale ogni 90 giorni?

Le linee guida del NIST statunitense (SP 800-63B) sconsigliano il cambio periodico forzato senza motivo, perché porta a password prevedibili come la stessa parola con un numero diverso. La password va cambiata quando c'è un sospetto o una prova che sia stata compromessa, per esempio dopo un phishing o una violazione di un servizio esterno.

Cos'è una passphrase?

È una password formata da più parole slegate tra loro, lunga e facile da ricordare. È più difficile da indovinare di una password breve piena di simboli, a patto che le parole non siano una citazione nota o riferimenti personali facili da scoprire. È adatta alle poche password da tenere a memoria, come quella del password manager.

Un password manager aziendale è sicuro?

Concentra le password in un unico posto, quindi va protetto bene: una passphrase lunga e l'MFA sull'accesso. Il confronto va fatto con l'alternativa reale, cioè password riusate, foglietti e fogli Excel condivisi. Una soluzione aziendale permette anche di gestire permessi per reparto e di revocare l'accesso quando una persona esce.

Come si gestiscono le password condivise in azienda?

Si spostano dal foglio Excel o dalla mail a una cassaforte condivisa nel password manager, visibile solo a chi ne ha bisogno. Ogni credenziale condivisa e ogni account di servizio deve avere un responsabile, e va cambiato quando una delle persone che lo conoscono cambia ruolo o lascia l'azienda.

Sai dove sono oggi le password condivise della tua azienda?

Password riutilizzate e accessi senza MFA sono tra i primi punti che un attaccante cerca. Rafforziamo insieme gli accessi e il controllo delle identità privilegiate, partendo da come lavorano i tuoi reparti.