Come funziona il calcolo
Il costo è la somma di quattro voci. Le prime due crescono con la durata del fermo, le altre due si pagano una volta per incidente.
- Personale inattivo. Le persone ferme, più metà di quelle a rilento, per il costo orario di una persona: il costo aziendale annuo diviso per le ore effettivamente lavorate. È lavoro pagato senza poter produrre, o da recuperare poi con gli straordinari.
- Margine perso. Le vendite di un'ora di attività, per la quota che il fermo blocca e che non si recupera nei giorni successivi, per il margine di contribuzione.
- Lavoro da rifare. Solo se il fermo fa perdere dati: quello che le persone hanno prodotto dopo l'ultimo backup va rifatto.
- Costi straordinari. Tecnici esterni, straordinari, noleggi: li indichi tu e si sommano una volta.
Il dettaglio con i tuoi numeri è nella stima, alla voce «Come è calcolato».
Perché il margine e non il fatturato
Se salta un ordine da 10.000 euro, l'azienda non perde 10.000 euro. Perde il margine su quell'ordine, perché merci, materie prime e provvigioni non le paga. Con un margine del 25% la perdita è di 2.500 euro, mentre contando il fatturato il risultato sarebbe quattro volte più alto.
Per lo stesso motivo chiediamo quante vendite recuperi nei giorni successivi al fermo. Chi lavora con clienti fissi e contratti quadro di solito consegna solo più tardi; un negozio online, invece, l'ordine lo perde.
I valori di riferimento
Per le voci che nessuno conosce a memoria usiamo valori dichiarati. Ore lavorate e coefficiente si cambiano in «Modifica le ipotesi di calcolo», in fondo al modulo; i giorni di attività dipendono dall'orario che scegli; gli altri due valori sono fissi.
| Voce | Valore | Da dove viene |
| RAL → costo aziendale | × 1,38 | Contributi previdenziali a carico dell'azienda (circa il 30%, variano per settore e dimensione), TFR 7,41% (la quota annua è la retribuzione divisa per 13,5, art. 2120 del Codice civile), premio INAIL (per il lavoro d'ufficio, meno dell'1%). |
| Ore lavorate l'anno | 1.720 | 2.080 ore contrattuali (40 ore × 52 settimane) meno ferie, festività e permessi retribuiti. |
| Giorni di attività | 250 | I 261 giorni feriali dell'anno, dal lunedì al venerdì, meno le festività infrasettimanali. Per l'orario dal lunedì al sabato: 300. |
| Persone a rilento | 50% | Proseguono a metà ritmo, per esempio lavorando offline o su carta. |
| Lavoro da rifare | metà intervallo | Un incidente cade in media a metà tra due backup: con il backup notturno si perde in media mezza giornata di lavoro, nel caso peggiore una intera. |
Cosa non è incluso
- sanzioni (per esempio GDPR o NIS2) e penali contrattuali verso i clienti;
- danni reputazionali e clienti persi nei mesi successivi;
- riscatti, costi legali, di notifica e di comunicazione;
- la crescita più che proporzionale dei fermi lunghi: arretrati che si accumulano, clienti che si rivolgono altrove.
Cosa fare con questo numero
Il costo orario del fermo aiuta a decidere quanto investire in continuità operativa. Se un'ora costa mille euro, ridurre il tempo di ripristino da tre giornate a quattro ore vale circa ventimila euro per incidente. È il numero da confrontare con il costo di backup migliori, di un ambiente di ripristino o di un monitoraggio continuo.
Il passo successivo è stabilire, sistema per sistema, entro quanto tempo devi ripartire e quanti dati puoi permetterti di perdere: sono l'RTO e l'RPO, spiegati nella guida RTO e RPO: quanto puoi stare fermo, quanto puoi perdere. Per le copie di sicurezza, la base è la regola del backup 3-2-1.