Documentazione IT: quando l'IT vive nella testa di una persona

In molte aziende l'informatica funziona finché c'è la persona che sa dove sono le password e come ripartono i sistemi. Cosa documentare, di chi deve essere la documentazione e come evitare il manuale che nessuno apre.

L'IT che funziona finché c'è la persona che sa

In molte PMI l'informatica regge grazie a una persona: il sistemista interno, il consulente che segue l'azienda da quindici anni, a volte il titolare stesso, che anni fa ha configurato il firewall e da allora è l'unico a sapere come. Finché quella persona c'è, tutto sembra in ordine.

Poi va in ferie, si ammala o se ne va. Il lunedì mattina il gestionale non parte, e nessuno sa dove sono le password di amministratore, come si fa ripartire il servizio, quale numero chiamare per la linea internet e con quale codice cliente. Il guasto magari è banale; il fermo dura ore perché manca l'informazione, non la competenza.

La documentazione IT serve a questo: fare in modo che il funzionamento dei sistemi non dipenda dalla memoria di una persona sola.

Cosa documentare davvero

Non serve descrivere tutto: serve ciò che permette a una persona competente, ma nuova, di intervenire in un'emergenza.

CosaPerché serveDove tenerlo
Inventario di hardware, software e licenze, con le scadenzeSapere cosa hai e cosa scade, e rinnovare in tempo invece che d'urgenzaUn registro unico, aggiornato a ogni acquisto e dismissione
Schema della reteIndirizzi, apparati, collegamenti tra sedi: senza schema ogni guasto di rete riparte da zeroCon la data dell'ultima revisione
CredenzialiEntrare nei sistemi quando chi le conosce non c'èIn una cassaforte digitale con accessi nominativi, mai in un file Word o Excel
Procedure operative (runbook)Riavviare un servizio, ripristinare da backup, cosa fare se cade la linea: passi che un'altra persona può eseguirePagine brevi, raggiungibili anche se il server principale è fermo
Contratti, fornitori e contatti di assistenzaChi chiamare, con quale codice cliente, cosa copre il contrattoUn elenco unico, con numeri, codici e scadenze
Configurazioni e registro delle modificheSapere cosa è cambiato, quando e perché, se qualcosa smette di funzionareUn registro con data, autore e motivo di ogni modifica
Dipendenze tra sistemiSapere che il gestionale non parte senza il server delle licenze, o da quale macchina la stampante del magazzino riceve le etichetteUna pagina per ogni sistema critico, collegata all'inventario

Sulle credenziali la regola è una sola: un file «password.xlsx» nella cartella condivisa è un regalo per chiunque riesca a entrare nella rete. Come si organizza un gestore di password aziendale lo spieghiamo nella guida sulle password aziendali. E se la tua azienda rientra nella NIS2, l'inventario non è facoltativo: la gestione degli attivi è tra le misure di sicurezza elencate all'articolo 21 della direttiva (UE) 2022/2555.

La documentazione è dell'azienda, non del fornitore

Spesso la documentazione esiste, ma sta nel portatile del consulente o nel sistema di ticket del fornitore: il giorno in cui il rapporto finisce, se ne va anche lei. Chiedi che venga consegnata in un formato leggibile, in uno spazio che controlli tu, e scrivilo nel contratto. È uno dei punti da verificare prima di esternalizzare l'IT o di cambiare fornitore.

Quando prendiamo in carico un'infrastruttura, la documentazione prodotta resta all'azienda, e uno dei casi più frequenti è proprio il sistemista interno che sta per andare via: il preavviso è il momento giusto per mettere per iscritto ciò che sa e far provare le procedure a un'altra persona mentre lui può ancora correggerle.

Come si tiene viva la documentazione

  1. Un responsabile con nome e cognome: non «l'IT» in generale, ma una persona che risponde dell'aggiornamento, anche quando a scrivere sono altri.
  2. Si aggiorna a ogni modifica, non una volta l'anno: una modifica non è finita finché non è scritta. Un firewall nuovo, una regola cambiata, un fornitore sostituito.
  3. Pagine brevi invece del manuale: una pagina per sistema, una per procedura. Il manuale da trecento pagine non lo apre nessuno, e invecchia tutto insieme.
  4. Si prova: una persona diversa da chi ha scritto la procedura prova a seguirla, per esempio durante un ripristino di prova. Dove si blocca, la procedura va corretta.
  5. Si rivede a date fisse: contatti e contratti a ogni rinnovo, le procedure di emergenza a ogni prova del piano di continuità e disaster recovery.

Gli errori più comuni

  • La documentazione nella testa del fornitore. Se esiste solo nei suoi archivi, cambiare fornitore significa ricominciare da capo.
  • Scritta una volta e mai più toccata. Un documento vecchio fa perdere tempo proprio quando serve: indica apparati che non ci sono più e procedure che non funzionano.
  • Credenziali in chiaro nello schema di rete, nelle email, sul foglietto attaccato al monitor.
  • Scrivere per chi sa già. «Riavviare il servizio come al solito» non aiuta chi non sa qual è il solito.

Checklist rapida

  • so dove si trova l'inventario di hardware, software e licenze, e quando è stato aggiornato l'ultima volta;
  • le credenziali di amministratore sono in una cassaforte digitale, accessibile ad almeno due persone;
  • esiste uno schema di rete aggiornato, con i collegamenti tra le sedi;
  • per ogni sistema critico c'è una procedura di ripristino scritta e raggiungibile anche a sistemi fermi;
  • una persona diversa dall'autore ha seguito almeno una procedura negli ultimi dodici mesi;
  • la documentazione dei fornitori è consegnata all'azienda, in uno spazio che l'azienda controlla.

In sintesi

Se l'IT funziona solo finché c'è una certa persona, l'azienda ha un rischio che non compare in nessun bilancio. Bastano poche cose scritte bene: inventario, rete, credenziali in una cassaforte digitale, procedure di ripristino, contatti e modifiche. La documentazione appartiene all'azienda, ha un responsabile, si aggiorna a ogni modifica e si prova facendola seguire a qualcun altro.

Domande frequenti

Cosa deve contenere la documentazione IT di un'azienda?

L'inventario di hardware, software e licenze con le scadenze, lo schema della rete, le procedure operative per le emergenze, i contratti e i contatti dei fornitori, il registro delle modifiche e le dipendenze tra sistemi. Le credenziali vanno in una cassaforte digitale, non nei documenti.

Dove conservare le password aziendali?

In un gestore di password aziendale, con accessi nominativi e almeno due persone autorizzate per le credenziali di amministratore. Mai in un file Word o Excel, nelle email o su carta vicino al computer: sono tra i primi posti in cui guarda chi riesce a entrare nella rete.

Cosa fare se il sistemista interno lascia l'azienda?

Usare il periodo di preavviso per mettere per iscritto inventario, configurazioni, credenziali e procedure, e far provare le procedure principali a un'altra persona mentre lui può ancora correggerle. Se subentra un fornitore esterno, la documentazione prodotta deve restare all'azienda.

Cos'è un runbook?

È una procedura operativa scritta passo per passo per un'attività precisa, come riavviare un servizio, ripristinare un sistema dal backup o gestire la caduta della linea internet. Funziona se una persona diversa da chi l'ha scritta riesce a seguirla senza chiedere aiuto.

Se domani il tuo sistemista non ci fosse, chi saprebbe cosa fare?

Fotografiamo sistemi, processi e responsabilità che esistono oggi, e definiamo chi tiene aggiornata la documentazione e con quali regole.