BCP e DRP: il piano che tiene in piedi l'azienda, non solo i server

RTO e RPO dicono quanto puoi stare fermo. Il piano di continuità operativa e il piano di disaster recovery dicono cosa fare per rispettarli davvero: chi decide, chi comunica, dove si lavora se la sede non è disponibile.

BCP e DRP non sono la stessa cosa

I due termini vengono usati quasi come sinonimi, ma coprono ambiti diversi. Il piano di continuità operativa (Business Continuity Plan, BCP) riguarda l'intera azienda: persone, sedi, fornitori, comunicazione, non solo i sistemi informatici. Il piano di disaster recovery (Disaster Recovery Plan, DRP) è la parte tecnica che riguarda specificamente il ripristino dei sistemi IT, con gli RTO e RPO definiti per ciascuno.

Un DRP tecnicamente perfetto non serve a molto se nessuno sa chi deve decidere cosa, o se le persone non hanno un posto da cui lavorare mentre i sistemi vengono ripristinati. Servono entrambi, e il secondo è contenuto nel primo.

A confronto

BCPDRP
AmbitoTutta l'azienda: processi, persone, sedi, fornitoriI sistemi informatici
Domanda a cui rispondeCome continuiamo a lavorare?Come ripartono i sistemi, e in quanto tempo?
Chi lo usaDirezione, responsabili di processo, ITPrincipalmente l'IT
Riferimenti tipiciPiano di comunicazione, sedi alternative, continuità dei fornitoriRTO, RPO, backup, infrastruttura di ripristino

Cosa contiene un piano che funziona davvero

  • Un'analisi di impatto (BIA): quali processi sono critici, e cosa succede se si fermano, per un'ora, per un giorno, per una settimana. È la base da cui partono anche RTO e RPO.
  • Ruoli e responsabilità chiari: chi decide di attivare il piano, chi coordina, chi comunica, con nomi e non solo funzioni astratte.
  • Un piano di comunicazione, interno (le persone sanno cosa fare e dove) ed esterno (clienti, fornitori, eventuali autorità), che funzioni anche se i canali abituali, come la posta aziendale, non sono disponibili.
  • Modalità di lavoro alternative: dove e come si lavora se la sede abituale non è raggiungibile o disponibile.
  • La continuità dei fornitori critici: cosa succede se è un fornitore, non un tuo sistema, a fermarsi.
  • Il piano tecnico di ripristino (DRP), con RTO e RPO definiti per ogni sistema in base alla sua criticità.

Gli errori più comuni

  • Scritto una volta, mai aggiornato. Nuovi sistemi, nuove sedi, nuovi fornitori cambiano il piano: senza revisione periodica, il documento descrive un'azienda che non esiste più.
  • Un piano che vive solo nell'IT. Se i responsabili di processo e la direzione non lo conoscono, nel momento critico nessuno sa a chi spetta decidere cosa.
  • Nessuna prova reale, solo carta. Un piano non testato è un'ipotesi, non una garanzia: lo stesso principio spiegato nella guida su RTO e RPO a proposito delle prove di ripristino.
  • Dipendenza da una sola persona. Se solo una persona sa dove sono le password o come si attiva davvero il piano, la sua assenza nel momento sbagliato diventa il problema più grande.

Come si testa, con un ritmo sostenibile

  1. Esercitazione a tavolino: si discute uno scenario a voce, senza toccare i sistemi, per verificare che ruoli e decisioni siano chiari. Il modo più semplice ed economico per iniziare.
  2. Test parziale: si prova il ripristino di un singolo sistema o processo, in un ambiente separato dalla produzione.
  3. Prova completa, quando la criticità lo giustifica: un'interruzione simulata più estesa, con orari e tempi reali misurati.
  4. Revisione dopo ogni incidente reale, anche minore: cosa ha funzionato, cosa no, cosa aggiornare nel piano.

Nella storia Il venerdì sera in cui i file cambiarono nome il tempo di ripristino era già noto perché era stato misurato in una prova reale poche settimane prima: è la differenza tra un piano provato e un piano soltanto scritto.

Checklist rapida

  • esiste un piano di continuità scritto, non solo una prassi informale conosciuta da poche persone;
  • i responsabili di processo e la direzione conoscono il piano, non solo l'IT;
  • il piano include un modo di comunicare che funziona anche senza i canali abituali;
  • so cosa fare se è un fornitore critico, e non un mio sistema, a fermarsi;
  • il piano è stato testato negli ultimi dodici mesi, almeno con un'esercitazione a tavolino;
  • il piano viene aggiornato quando cambiano sistemi, sedi o fornitori importanti.

In sintesi

Il piano di continuità operativa copre tutta l'azienda, il disaster recovery è la sua parte tecnica sui sistemi IT. Servono entrambi, con ruoli chiari, un piano di comunicazione che funzioni anche in emergenza, e prove periodiche: un piano scritto e mai testato è solo un'ipotesi.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra BCP e DRP?

Il piano di continuità operativa (BCP) riguarda tutta l'azienda: persone, sedi, fornitori, comunicazione. Il piano di disaster recovery (DRP) è la parte tecnica, specifica per il ripristino dei sistemi informatici, con RTO e RPO definiti per ciascun sistema. Il DRP è contenuto nel BCP, non lo sostituisce.

Da dove si parte per costruire un piano di continuità?

Da un'analisi di impatto (business impact analysis): quali processi sono critici e cosa succede se si fermano, per quanto tempo. È la base da cui derivano ruoli, responsabilità, priorità e i valori di RTO e RPO dei sistemi coinvolti.

Un piano di continuità va testato davvero?

Sì: un piano scritto e mai provato è un'ipotesi, non una garanzia. Si può iniziare con un'esercitazione a tavolino, poco costosa, per verificare che ruoli e decisioni siano chiari, per poi arrivare a test parziali o completi in base alla criticità dei sistemi.

Chi deve conoscere il piano di continuità in azienda?

Non solo l'IT: i responsabili di processo e la direzione devono sapere cosa fare e chi decide cosa, perché un'interruzione importante riguarda l'intera azienda, non solo i sistemi informatici. Un piano che vive soltanto nell'IT si scopre incompleto proprio nel momento in cui serve.

Il tuo piano di continuità è scritto, ed è stato testato?

Definiamo insieme ruoli, comunicazione e priorità di ripristino, partendo dai processi che per la tua azienda contano di più.