SOC, SIEM ed EDR: chi guarda i tuoi sistemi di notte

Molti attacchi lasciano tracce nei log prima di fare danni, ma spesso nessuno le sta guardando, soprattutto di notte e nel fine settimana. Cosa fanno davvero antivirus, EDR, SIEM e SOC, che differenza c'è tra rilevare e rispondere e quando a una PMI serve un monitoraggio continuo.

Le tracce ci sono, manca chi le guarda

Un attacco raramente comincia con i file cifrati. Prima ci sono segnali più piccoli: un accesso alla posta da un paese in cui non hai né clienti né filiali, un account dell'amministrazione che alle due di notte apre cartelle che di giorno non tocca mai, un server che spedisce dati verso un indirizzo sconosciuto. Molti di questi eventi finiscono nei log del firewall, dei server e di Microsoft 365, a volte giorni prima del danno.

Ma un log non avvisa nessuno: viene scritto, conservato per un po' e sovrascritto. Se l'evento sospetto arriva sabato notte, spesso il primo a notarlo è chi lunedì mattina trova il gestionale del magazzino bloccato.

Antivirus, EDR, SIEM, SOC: chi fa cosa

Nei preventivi le sigle finiscono mescolate. Conviene separarle.

  • Antivirus tradizionale: blocca i file che riconosce come minacce conosciute.
  • EDR (Endpoint Detection and Response): un agente su PC e server che registra il comportamento della macchina (programmi avviati, connessioni, modifiche ai file), segnala le sequenze sospette e può isolarla dalla rete.
  • SIEM (Security Information and Event Management): raccoglie i log di sistemi diversi e li mette in relazione. Tre accessi falliti alla VPN, poi uno riuscito, poi un nuovo amministratore: presi uno per uno non dicono niente, messi in fila sì.
  • SOC (Security Operations Center): le persone e le procedure che guardano gli allarmi e decidono cosa fare.
  • MDR (Managed Detection and Response): il servizio gestito che mette insieme strumenti, analisti e intervento.
StrumentoCosa faCosa non fa
AntivirusBlocca il software malevolo già conosciutoNon vede chi entra con una password rubata e usa strumenti legittimi del sistema
EDRRegistra il comportamento di PC e server, segnala, isola la macchinaNon vede cloud, firewall e dispositivi senza agente; se nessuno legge gli avvisi, resta un registratore
SIEMRaccoglie i log e li mette in relazioneNon decide e non interviene: produce allarmi che qualcuno deve leggere
SOC e MDRValutano gli allarmi, decidono, rispondono secondo regole concordateNon rimediano a password deboli, sistemi non aggiornati e backup mai provati

Rilevare non è rispondere

Sono le 3 di notte e l'EDR segnala che sul PC della contabilità un processo sta rinominando file a raffica. L'allarme è scattato correttamente. Se però finisce in una casella di posta che qualcuno aprirà alle 8:30, è come se non fosse mai arrivato.

La domanda vera è chi, a quell'ora, ha l'autorità per isolare quel PC o bloccare un account senza aspettare il mattino. E fino a dove può spingersi da solo: un portatile sì, il server del gestionale forse solo dopo una telefonata a un referente. Queste regole si scrivono prima, con nomi, numeri di telefono e soglie.

Un attacco attraversa in genere cinque fasi: ricognizione, intrusione, movimento laterale, esfiltrazione, impatto. Il monitoraggio serve a intervenire nelle prime. Fermato all'intrusione, l'attacco costa un account da bloccare; arrivato all'impatto, diventa la notte descritta nella guida sulle prime ore di un attacco ransomware.

Le domande da fare a un fornitore

  • Copertura 24/7 reale o reperibilità? Analisti in turno che guardano gli allarmi mentre arrivano non sono un tecnico che riceve una chiamata quando scatta una regola. Vanno bene entrambi, purché il contratto dica quale stai comprando.
  • Cosa è nel perimetro? Server, PC, portatili dei commerciali in trasferta, cloud, Microsoft 365, firewall. Quello che non manda dati al servizio non è monitorato.
  • Chi è autorizzato ad agire, e fino a dove? Quali azioni sono automatiche, quali richiedono il tuo via libera e chi lo dà di notte.
  • Come vengono ridotti i falsi positivi? Con un periodo iniziale in cui si impara il comportamento normale dei tuoi sistemi e regole riviste nel tempo. Un allarme che suona sempre smette presto di essere ascoltato.
  • Per quanto tempo si conservano i log? Un'intrusione scoperta tardi si ricostruisce solo con i log di quel periodo. Chiedi anche se, a fine contratto, restano a te.
  • Che report ricevi? Un riepilogo periodico leggibile dalla direzione e una relazione dopo ogni incidente.

Quando serve a una PMI, e cosa viene prima

Un servizio di monitoraggio ha senso quando l'operatività dipende da sistemi che non possono fermarsi e in azienda nessuno può seguire gli allarmi fuori orario, oppure quando clienti e normative chiedono di dimostrare che sai rilevare e gestire un incidente, come accade a chi rientra nella NIS2.

Prima del SOC, le basi

Un SOC che sorveglia una rete senza MFA, con sistemi non aggiornati e backup mai provati vedrà molti allarmi e potrà fare poco. Si parte da lì: l'autenticazione a più fattori, il patch management e un backup con una copia isolata, verificato con un ripristino reale.

Gli errori più frequenti

  • Comprare lo strumento senza il servizio. L'EDR è installato, ma gli avvisi arrivano a un indirizzo che nessuno controlla.
  • Monitorare solo i PC. L'attaccante entra da un account Microsoft 365 o dalla VPN, dove nessuno guarda.
  • Nessuna regola su chi decide. Il SOC telefona, il referente non risponde e nessun altro è autorizzato.
  • Considerarlo un'assicurazione su tutto. Il monitoraggio accorcia i tempi di reazione; non sostituisce il backup né il piano di ripristino.

In sintesi

Antivirus ed EDR lavorano sui dispositivi, il SIEM mette in relazione i log, il SOC è chi guarda gli allarmi e decide. Il valore sta nella risposta: chi interviene di notte, su quali sistemi e con quale autorità. Per una PMI viene dopo MFA, aggiornamenti e backup provati, non al loro posto.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra SIEM e SOC?

Il SIEM è una piattaforma: raccoglie i log di firewall, server, PC e servizi cloud e li mette in relazione per far emergere sequenze sospette. Il SOC è l'insieme di persone e procedure che legge gli allarmi prodotti da SIEM ed EDR, li valuta e decide come rispondere. Un SIEM che nessuno guarda produce allarmi che nessuno gestisce.

Che differenza c'è tra antivirus ed EDR?

L'antivirus tradizionale blocca file e programmi che riconosce come malevoli. L'EDR registra il comportamento del dispositivo, come processi avviati, connessioni e modifiche ai file, e segnala le sequenze anomale anche quando non c'è un file malevolo noto, per esempio dopo un accesso con credenziali rubate. In più può isolare la macchina dalla rete.

Una piccola azienda ha bisogno di un SOC?

Dipende da quanto l'operatività dipende dai sistemi e da chi può reagire fuori orario. Per molte PMI la strada sensata è un servizio gestito, non un SOC interno. Prima però vanno sistemate le basi: MFA, aggiornamenti e backup verificati con un ripristino.

Cosa significa MDR?

MDR sta per Managed Detection and Response: un servizio in cui il fornitore gestisce gli strumenti di rilevamento, gli analisti che valutano gli allarmi e gli interventi di risposta. Prima di firmare conviene chiarire cosa è nel perimetro, quali azioni il fornitore può fare in autonomia e chi è reperibile in azienda.

Chi vede i tuoi allarmi alle 3 di notte?

Il servizio Cyber Security di HYSAD comprende SOC e monitoraggio 24/7: ogni anomalia rilevata, classificata e gestita. Partiamo da quello che hai già installato e da ciò che oggi resta scoperto.